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LE MOSCHE

Comunissime e molto conosciute da tutti, essendo tra le poche creature che
osino penetrare nelle nostre case, le mosche sono abbastanza sottovalutate
nella loro pericolosità.
Sono nocive essenzialmente a causa del loro modo di nutrirsi, sia che lambiscano i liquidi, attraverso cui trasmettono germi patogeni, sia che suggano il sangue (specie ematofaghe succhiatrici, il cui apparato provoca dolore).
Non è stato accertato perché alcune specie dopo il pasto rigurgitino parte del cibo ingerito, con conseguente diffusione di germi pericolosi. In certe zone della Terra, tra feci e rigurgito, si stima un rilascio, da parte di alcuni milioni di esemplari, di sette quintali al giorno di sostanza nociva, per un'area grande come una città. Quando l'umidità è più bassa, maggiore è il rigurgito, e si ritiene che 29° sia la temperatura che favorisce i loro processi fisiologici.
Apparentemente pulite, si nettano in continuazione, in realtà per tenere in efficienza i peli sensori delle zampe, con cui sentono gli odori a grande distanza (e con la punta percepiscono anche i sapori).

Le notizie curiose e importanti sono diverse, per cui risponderò per punti, idealmente, alle domande che più spesso mi vengono poste.

1. Le diverse grandezze si riferiscono a specie molto diverse, non alla presenza di piccoli e di adulti insieme. Per lo stesso motivo i mosconi non sono maschi, ma particolari specie grandi, tra cui la Calliphora vicina, moscone blu scuro, che consiglio di scacciare, poiché deposita le sue nocive uova su carne e pesce.

2. Esiste una teoria, che sembra accreditata, secondo cui le mosche vivono su di un piano di temporalità diverso dal nostro. Per questo motivo sarebbe difficile seguirle nelle loro evoluzioni o prenderle al volo. Esse ci vedrebbero al rallentatore, anticipando i nostri movimenti.

3. Per distinguerle da altri insetti che occasionalmente sono a loro somiglianti, basta contare le ali che, nelle mosche, sono sempre due, avendo trasformato l'altro paio in due bilancieri, utilissimi al volo (sono quei due "chiodini" ai lati del torace).

4. I Ditteri sono un ordine d'insetti importantissimo, il cui studio, molto difficile, abbraccia svariate discipline riguardanti parassitosi animali e vegetali, quindi la medicina e l'agricoltura. Le specie sono ben 85.000, di cui in Italia se ne contano 7.000. Tale ordine si divide in due sottordini: i Brachiceri e i Nematoceri. I primi possiedono antenne lunghe e zampe fragili, conosciuti in generale come zanzare, pappataci e simulidi (moscerini). Gli altri sono più tozzi, con antenne brevi, noti come mosche, tafani e mosconi.

5. Le mosche sono esseri antichissimi. Nel Terziario si estinsero una serie di ungulati a causa di una malattia da esse causata (Tripanosmiasi o malattia del sonno). Il nome Belzebù, di demoniaca memoria, corrisponde alla parola Baalzebub, ovvero signore delle mosche. La maggior parte delle malattie epidemiche, e relative cause di morte, è dovuta all'aggressione di ditteri. Ogni anno nel mondo si verificano 2 milioni di decessi a causa della malaria.

6. Musca domestica, ovvero la mosca comune, insieme a Felix domestica (il gatto delle abitazioni), come raramente avviene, ha eletto a suo habitat le case degli umani. Le mosche non vanno in letargo e, anche se in misura minore, possono comparire in pieno inverno.

7. Riassumiamo brevemente aspetti riguardanti il ciclo biologico delle mosche comuni: Dopo un solo giorno (anche poche ore se fa caldo) le uova si schiudono sul marciume. Le larve, crescendo, rimangono nascoste nel substrato nutritivo, essendo incompatibili alla luce. Dopo 6 giorni lo sviluppo è completato (aumento del peso 800 volte quello iniziale). Si forma il pupario, una sorta di astuccio protettivo, e dopo una settimana esce la mosca adulta.

8. Nella vita una mosca può deporre 2500 uova. Se non sopravvenissero vari accidenti, dopo sole 4 generazioni si arriverebbe a 130 miliardi di individui. Ecco perché, talvolta, a causa di condizioni casualmente ottimali, si verificano massicce invasioni. In autunno e inverno le mosche sono anche colpite da una loro specifica malattia, che ne uccide la maggior parte. Si tratta di una sorta di fungo, Entomophthora muscae, che produce spore per loro fatali.

Ma vediamo in dettaglio questa specie:
LA MOSCA DELLE CASE (Musca domestica)
Esperimenti e studi compiuti su Musca hanno constatato la sua pericolosità sia a livello di larve che di adulti.
Come larve determinano le cosiddette MIASI, di cui esistono casi limite, con massiccia infestazione sul corpo umano, o sugli animali, sviluppando una sorta di trasformazione della pelle, quasi una mummificazione dei tessuti di cui si nutrono.
Successivamente completano il loro sviluppo non necessariamente sul corpo dell'ospite. Le larve d'insetti possono essere parassiti obbligatori, quindi non sopravvivere fuori dell'ospite, o parassiti facoltativi - come quelle di Musca - che possono proseguire la loro vita su feci, carcasse, ecc.
Le miasi, in Europa, non sono per fortuna fatti frequenti, a differenza di altri Paesi. Esse si sviluppano a scapito di naso, faringe, ano, intestino e zone urogenitali, con irritazioni e ulcerazioni piuttosto vistose.
Come adulti, oltre le infestazioni dovute al rigurgito, sono portatrici di salmonella e streptococchi, rickettsia, batteri, stafilococchi e protozoi vari, nonché elminti (vermi), Escerichia coli, ecc., microrganismi trattenuti con facilità da peluria e cuscinetti adesivi con cui si arrampicano. Studi condotti su circa 3.000 esemplari, hanno accertato la presenza di almeno 40 ceppi virali. All'uomo possono perciò trasmettere tifo e tubercolosi; si parla anche di miasi del gatto, con gravi lesioni della trachea, e di trasmissione di virus della peste suina, dell'enterite virale dei visoni e dell'influenza aviare.

Originaria con probabilità nell'Europa del Sud, o Africa del Nord, è ora distribuita ovunque nel mondo.
La sua lunghezza va dai 5 ai 12 mm., ha il torace grigio con delle strisce nella lunghezza, l'addome giallastro, bruno nerastro verso il fondo. Maschio e femmina sono dissimili nelle proporzioni e nei disegni addominali.
La specie non morsica e non punge, ed è considerata saprofaga, ovvero si nutre di carogne e sostanze in putrefazione, ma può in certi casi diventare carnivora. Originariamente, il sito alimentare ideale era il letame cavallino, successivamente Musca si è evoluta verso altre possibilità di sostentamento, tra cui altre 40 sostanze diverse, fatto per noi negativo… Causa di questa sorta d'indifferenziazione del gusto sembra derivare dalla minore capacità, rispetto ad altre specie, di riconoscere gli odori. Perciò, qualunque sostanza marcia, è diventata cibo gustoso…
Si può aggiungere che, attualmente, il substrato preferito dall'insetto per il suo sviluppo, è il letame bovino misto a paglia.

Circa le affezioni descritte in tante cronache recenti, per riconoscere le vacche che si stanno nutrendo di sola erba, si potrebbero osservare le dimensioni della mosca domestica nei dintorni di stalle e ricoveri.
Le feci fresche di animali alimentati con sola erba, rallentano lo sviluppo delle larve e gli adulti sono perciò più piccoli, al massimo 7 mm. Secondo studi attuali, le mosche sviluppate su feci derivate da mangimi eterogenei, sarebbero più grandi, ovvero dai 7 ai 12 mm.

La presenza di Musca domestica nelle zone temperate è più abbondante in primavera ed estate. Nelle stalle estive si possono trovare anche 25.000 individui. Come già accennato non si trovano mosche in luoghi isolati, lontano dalle abitazioni umane o da costruzioni ad uso animale. Gli individui che si trovano nei campi o in altri luoghi aperti sono specie diverse. Tuttavia non mancano gli spostamenti in massa verso zone insalubri, anche a dieci Km. di distanza, da cui le mosche sono attratte. Dove permanga contaminazione, sopravvive e si riproduce la colonia. Musca domestica è infatti la specie sedentaria per eccellenza.
Un maschio feconda in media 11 femmine. La femmina invece si accoppia solo una volta. Ciò avviene a causa di una sostanza inibitoria che il maschio rilascia, per impedire altri accoppiamenti: il MATRONE.
Per la deposizione delle uova la femmina è attratta da substrati ricchi di Anidride Carbonica e Carbonato di Sodio. Essa preferisce deporre nel pomeriggio, ma è risaputo che lo fa anche di notte.
Nei maschi la maturità sessuale è raggiunta in 16 ore dalla nascita, in 24 nelle femmine. L'accoppiamento, prevalentemente diurno, non avviene sotto i 14°, se non in rare occasioni.
Nei climi caldi si possono avere fino a 18 generazioni annuali. La specie può sopravvivere a stagioni fredde, con fasi di attività saltuarie, per almeno tre mesi (durante lo stato larvale, protetta dal substrato, molto di più).
La longevità degli individui è inversamente proporzionale alla temperatura e legata direttamente al tipo di dieta. Il saccarosio è l'elemento più importante per la crescita, ciò spiega la sua ricerca di sostanze zuccherine.

E' bene sapere che una dieta a base di sangue diminuisce la produzione di uova. Una dieta a base di zucchero (al 20%) blocca del tutto le funzioni ovariche.

GIANCARLO CASTELLO GRUPPO STUDIO E RICERCA "UOMO IN ERBA"