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CALABRONI - VESPE - POLISTE - API

Gli insetti possono essere occasionalmente pericolosi, ma è necessario affermare con fermezza che lo sono sicuramente se non li si conosce. Ogni anno si contano decine di morti a causa di punture e morsicature fortuite di invertebrati, mentre sono rari i decessi provocati da vipere. Ciò dovrebbe far pensare ad una sorta di puntiglioso disinteresse nei confronti dei piccoli animali, sottovalutati spesso anche nella pericolosità. Ci si limita ad asserire che fanno schifo, ma non è molto logico. Per assimilare le prime indispensabili nozioni è necessario farsi un'idea generale della materia. In questo caso parleremo di quegli insetti catalogabili entro un criterio di pura pericolosità, a differenza di altri considerati anche nocivi. Tra le migliaia di specie italiane, distribuite in circa venti Ordini, soltanto una trentina sono da considerarsi davvero a rischio. Esse riguardano pochi gruppi, tra cui: le Vespe e le Api (Imenotteri), le Mosche, le Zanzare e i Pappataci (Ditteri), le Cimici (Emitteri) e certi bruchi di Farfalle (Lepidotteri). I restanti esseri relativamente pericolosi (Zecche e Ragni) non sono insetti, ma ne daremo ugualmente notizia. Cominceremo con gli Imenotteri, inserendo gli altri Ordini in articoli specifici. In generale le Api sono meno insidiose delle Vespe, anche se il loro pungiglione restando attaccato alla pelle deve essere rimosso per evitare l'infezione. Nel farlo, perché non entrino in circolo residui tossici, si consiglia di premere sulla parte con un tubicino qualsiasi (refill di biro o pagliuzza vuota) facendo attenzione a non toccare i supporti dell'aculeo. Tra le Vespe ricorderemo il più pericoloso degli insetti italiani, il Calabrone (Vespa crabro), il cui veleno anche se quantitativamente minore ricorda quello del cobra. Bisogna identificarlo bene, senza confonderlo con altre specie meno pericolose. Mentre le Api e i Bombi sono ricoperti di pelo, il Calabrone, come tutte le Vespe, e' liscio. Comunemente viene confuso con una creatura abbastanza innocua, nera, grossa e pelosa, che ronza rumorosamente: la Xilocopa. Voglio precisare che il nefasto insetto e' invece in gran parte giallo a bande nere con la testa e il torace rosso cuoio. Il suo nido ricorda una torta a strati o un lampadario di cartone. Può trovarsi in case disabitate, cavità di rocce, muri o tronchi, in contenitori chiusi. E' cacciatore di altri insetti volanti, ma si nutre volentieri anche di frutta matura. D'estate e' utile fare attenzione quando la si coglie dall'albero. Una puntura in bocca può facilmente provocare l'occlusione delle vie aeree. In casi di emergenza consiglio di raffreddare il più possibile la parte, meglio con ghiaccio, per arrestare il gonfiore e la diffusione del veleno. Mentre gli Apidi vanno quasi esclusivamente sui fiori alla ricerca del polline, molte Vespe si avvicinano a qualunque sostanza zuccherina o carnea. Tenere presente che i profumi, il sudore e i vestiti colorati possono irritare le specie più fastidiose. Ecco perché sulla spiaggia, a volte, si e' aggrediti da vespe impazzite dalla sete. Si sappia comunque che tutti gli Imenotteri sono pressoché innocui lontano dal nido e sempre più aggressivi man mano che ci si avvicina ad esso. Naturalmente bisogna sempre evitare di toccarli. Qualora, accidentalmente, ci si rendesse conto di aver disturbato un nido, agire come segue: non gesticolare e non parlare, tenere gli occhi socchiusi; quindi aspettare qualche minuto poi, senza fare gesti bruschi, scostarsi di cinque o sei metri. Quando l'attività della colonia ci sembra diminuita, allontanarsi in fretta. Nel caso di punture multiple, specialmente di Calabrone, è bene portare il malcapitato, la cui vita è in serio pericolo, al pronto soccorso. Il problema può anche essere d'altra natura. E' bene tenere presente che alcune specie, essendo normalmente ospiti di pesce marcio e immondizie, sono vettrici di infezioni. Si tratta delle Vespe cartonaie (Polistes gallicus), dall'aspetto smilzo, che costruiscono nidi grigi a forma di cono. Quando occasionalmente si è aggrediti, si consiglia soprattutto di lavare con acqua e sapone. In commercio esistono pomate protettive e medicamentose, la cui azione è molto pi- corretta dell'aspersione indiscriminata di ammoniaca. Chi conosce i rimedi della nonna si limita a mescolare fango, orina e saliva per farne un impiastro. Tale applicazione ha una sua relativa efficacia, anche se è necessario valutare seriamente lo stato di salute della vittima. La rapidità con cui il dolore si manifesta è conseguente all'azione di alcune amine, tra cui l'istamina e la dopamina, capaci di modificare l'ampiezza dei vasi. In più, le sostanze tossiche che entrano subito in circolo sono fortemente allergizzanti. Costituite in gran parte da enzimi variano da specie a specie, con conseguente diversificazione degli effetti. Perciò si può essere sensibili a certe punture piuttosto che altre ed è sempre bene identificare cosa ci ha punto. Vediamo di capirne la necessità. Quando l'infiammazione sulla parte colpita si estende con gonfiore caldo e dolente per qualche ora o, peggio, quando perdura e peggiora entro le successive 48 ore, sarebbe meglio, da quel momento in poi, stare alla larga dalla particolare specie di insetto che ci ha punto. Le proteine dei vari veleni sono responsabili della più tragica delle conseguenze della reazione allergica, per fortuna abbastanza rara, che prende il nome di shock anafilattico. Mentre la prima volta che nel nostro organismo viene inoculata una certa sostanza si verifica solo una sensibilizzazione, la seconda volta ci sono delle probabilità, per fortuna non assolute, che si manifesti una reazione letale. In caso di Shock anafilattico il soggetto potrebbe morire nel giro di pochissimi minuti, se non pochissimi secondi! La dilatazione dei vasi provoca l'invasione di plasma sanguigno nei tessuti, cose che il cuore, diminuita la pressione, batte a vuoto, accelerando. Un segno premonitore da tenere presente è il prurito o formicolio alla lingua, al palmo della mano e sotto i piedi. La persona ha una sensazione mortale d'angoscia. Da un iniziale pallore cadaverico passa ad un colorito cianotico, respira debolmente e suda, con le mani fredde e gli occhi rovesciati... Purtroppo non ho esagerato, anche perché vorrei si capisse la necessità di calmare il soggetto, senza suggestionarlo. In casi come questo "corticosteroidi" e "antistaminici" non servono assolutamente a niente! L'unica sostanza capace di salvare la vita del paziente nel giro di pochi attimi è l'adrenalina, iniettata sottocute ai primi sintomi di schock. Ogni medico dovrebbe averne una dose nella valigetta e tutte le persone a rischio (tra gli apicoltori e persone che soffrono comunemente di allergie) possederne una siringa già carica, preconfezionata, reperibile in farmacia. L'Uomo in erba resta a disposizione di chi, di volta in volta, senta la necessità d'informarsi su argomenti specifici, riguardanti insidie e difficoltà generate da insetti e vegetali pericolosi. Il prezzo da pagare è molto semplice e non è quantificabile in denaro, ma in un effettivo maggior desiderio di approfondimento. Su questi argomenti non sarà facile trovare altre facili occasioni.

PER CHI VUOLE EVITARE D'ESSER PUNTO DA UNA VESPA
I DIECI COMANDAMENTI :

1. Non avvicinarsi mai a muretti a secco, bidoni vuoti, alberi cavi, cavità di ogni genere o case abbandonate da un po' di tempo, quando vi si scorga una certa attività di vespe o insetti simili. Gli insetti con aculeo pungono quasi esclusivamente nei pressi del nido, ovvero a meno di 4 metri da esso. In tal caso il pericolo è maggiore a causa del gran numero di esemplari presenti e tutti aggressivi.

2. Avvicinarsi con prudenza alla frutta matura (specie pere, pesche e fichi) ed esaminarla con estrema attenzione prima di portarla alla bocca: che non vi siano vespe all'interno, in scavi da esse stesse prodotti.

3. Prestare attenzione durante una colazione all'aperto, poiché le vespe sono attratte dal cibo e, se toccate, pungono immancabilmente.

4. non infilare i piedi nudi o le mani tra l'erba, dove possono essere presenti nidi di alcune specie di vespa.

5. Se curate fiori in terrazzo o in giardino, attenti a non afferrare per sbaglio vespe o api, che reagirebbero per difesa.

6. Attenti, ove si noti presenza d'insetti, a non vestire con abiti o costumi dai colori troppo chiassosi. Anche i profumi e le creme attraggono e irritano vespe e api. Ecco perché spesso sulla spiaggia si è punti senza una ragione apparente.

7.
Quando si corre in moto (ma anche in bicicletta) attenti a non tenere la bocca aperta, dove potrebbero penetrare al volo vespe o altro, anche per questo è consigliabile indossare il casco e i guanti. Anche in auto attenzione ai finestrini aperti e all'entrata di insetti.

8. Tener presente che un corpo sudato attira fortemente insetti pungitori (mosche e vespe).

9. Non bere mai in una lattina lasciata scoperta per alcuni minuti. Farsi dare il coperchio apposito. Le vespe si infilano spesso nelle lattine abbandonate, sia di bibite dolci che di birra.

10. Evitare di scacciare con gesti violenti insetti intorno a noi. E' consigliabile fare gesti meno rapidi e, in caso vi si posi un insetto addosso, scrollatelo con un colpo secco.

Giancarlo Castello Gruppo Studio e Ricerca "Uomo in erba"


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