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LE ZANZARE


Inutile tergiversare sulla convinzione che sia il sangue "dolce" o altre
amenità del genere ad attrarre le zanzare verso particolari soggetti.
Se così fosse, il parassita dovrebbe prima assaggiare il sangue,
poi decidere sulla bontà di questa o quella pelle. I meccanismi di cui
si servono gli insetti sono molto più sofisticati, devono permettere la localizzazione a distanza degli obiettivi. Per capirli è necessario tener presente che:

- La zanzara è alla ricerca di sangue soltanto quando ha bisogno di proteine speciali, per deporre le uova. Sono quindi soltanto le femmine a pungere e a possedere una speciale sensibilità cognitiva nei nostri confronti.

- E' l'ospite stesso l'elemento principale di richiamo: Nella prima fase, alla distanza, sono le concentrazioni di CO2, causate dalla respirazione e dai pori, a generare lunghe scie di bollicine che attraggono infallibilmente gli insetti. Nei pressi della stanza è importante anche l'odore della presenza umana (quando la nostra permanenza risalga almeno a qualche ora) mentre, a distanza ravvicinata, anche al buio, è il calore del corpo ad assicurare l'avvenuta intercettazione.

- L'effetto repellente di talune sostanze è ottenuto attivando una sorta di mascheramento, opposto ai motivi di attrazione.

Le zanzare non hanno nessun interesse a nuocerci e chiamare veleni le sostanze che ci iniettano è improprio. Nel momento della puntura il loro scopo è di prelevare quanto più sangue possibile, prima che il malcapitato reagisca, nel contempo succhiare senza rallentamenti nel flusso sanguigno. Allo scopo producono un gettito salivare che funge da antiemostatico. Le sostanze interessate sono diverse, a seconda della specie, e non sono veleni, bensì principi vasodilatatori, che rallentano la coagulazione. Questa trovata costa loro il grave rischio di essere uccise quasi subito, a causa del bruciore che procurano.
Per l'uomo e per gli animali, si hanno infatti reazioni repentine, irritazioni più o meno violente. E' stato appurato che ciascuna specie ha elaborato una sua strategia biologica. Ed è questo il nocciolo del problema.
L'estrema differenziazione degli agenti irritativi fa sì che persino ceppi diversi di zanzare della stessa specie provochino reazioni nuove, come al primo incontro.
La cosa più importante è infatti il rapporto che esiste tra l'abitudine, fin da piccoli (quando sviluppammo i primi ponfi e arrossamenti) e la sensibilità (che è più o meno accentuata da un individuo all'altro).
Esistono circa sessanta specie di zanzare in Italia e nuove se ne stanno aggiungendo. Ne esistono di notturne e diurne, viventi in stagioni calde e anche invernali. Sono le ultime arrivate a darci più fastidio, dal momento che l'organismo non riconosce ancora la loro saliva. Peculiarità di queste nuove specie (soprattutto le Aedes, dette anche zanzare tigre, e nome più ridicolo non gli si poteva dare), è la possibilità di formare individui anche in un filo d'acqua.
Consiglio di controllare i dintorni della casa e di sistemare, dove possa ristagnare acqua, delle matasse di filo di rame (quello da antenna senza la plastica intorno va benissimo).
Il procedimento ucciderà tutte le larve dei paraggi. Se le vasche sono più grandi ci vorrebbero delle gambusie, molto efficaci, o dei pesci rossi.
La favola delle piante o altre amenità contro le zanzare fa sorridere. Non si sa perché le leggende prendano piede più delle verità inoppugnabili. Geranio, citronella, e altri rimedi danno sempre uno scarso risultato, molto limitato nel tempo. In quanto ai rimedi "non dannosi alla salute" non si è capito che, se gli insetti esistono da millenni, è proprio per i loro criteri di sopravvivenza. E' questa la loro forza. Se così non fosse sarebbero già estinti, come tutti gli animali che abbiamo annientato, con un pretesto o con l'altro...
La protezione avviene con i mezzi classici (zanzariere, vortici a elettro-luminescenza, zampironi al piretro, liquidi repellenti e, ultimi arrivati: stick per pelli delicate).
Per il resto le zanzare si debellano (purtroppo) soltanto con gli insetticidi appositi. Se si è costretti ad usarli consiglio quelli da contatto, dando i veleni sulle pareti (e non nell'aria). Ciò migliora la distruzione e impedisce di respirare direttamente porcherie.
Per chi teme le famigerate "zanzare tigre", solo con una buona lente si possono riconoscere le strisce bianche sulle zampine. Se poi si trattasse veramente di Aedes (zanzare tigre, ripeto), non deve preoccuparsi più che per altri tipi di insetti pungenti. Le zanzare sono tutte fastidiose per un bambino piccolo. Ogni sostanza irritante fa testo a sé ed ogni specie ne possiede una specifica.
Se il sogettto non è mai stata punto da una semplice Culex pipiens (zanzara comune) potrà avere una reazione anche forte. Ogni volta è così con ogni tipo nuovo di saliva. Ma è l'unica strada per abituarsi, come è accaduto a noi da bambini.
Del resto anche un adulto che faccia un viaggio in Camargue o solo in Sicilia, può essere benissimo punto da specie a cui non è abituato. Le "tigre" poi, per attaccare malattie pericolose, arbovirus, ecc., dovrebbero trovare il supporto vivente, malato di tali affezioni. Il pericolo è per ora solo potenziale.
Ci si deve preoccupare quando la reazione è oltremodo violenta e il gonfiore diventa molto rosso e molto esteso. In tal caso potrà esserci, la volta successiva, con il medesimo veleno, qualcosa di veramente allarmante, una sindrome che può persino condurre allo shock anafilattico.

I rimedi naturali sono molto blandi, i consigli indispensabili sono:

1 - NON TENERE VECCHI PNEUMATICI O BIDONI ABBANDONATI INTORNO A CASA
2 - SISTEMARE NEI SOTTOVASI O NEI CONTENITORI DOVE VA L'ACQUA ALCUNI
PEZZI DI FILO DI RAME (UNA MATASSINA SE SI TRATTA DI UNA GROSSA VASCA
SENZA PESCI)
3 - METTERE NELLE VASCHE O FONTANE PESCI ROSSI E GAMBUSIE.
4 - GETTARE NEI TOMBINI DEL GIARDINO DEGLI INSETTICIDI ANTI LARVA.
5 - EVITARE IL PIU' PICCOLO RISTAGNO D'ACQUA INTORNO ALLA CASA.

Consiglierei di tenere i bambini sotto una tenda circolare da letto durante la notte, ma di giorno alcune inevitabili punture nelle parti più delicate del corpo si possono evitare con la prevenzione o, in casi impossibili, con l'apposito stick. L'infiammazione procurata dalle zanzare può essere lenita con ghiaccio e mai con ammoniaca, irritante per la pelle.


Giancarlo Castello - Gruppo Studio e Ricerca "Uomo in Erba"